Silent Night – Il silenzio della vendetta

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A 20 anni dall’ultima produzione americana firmata John Woo, Paycheck (2003), e a 23 anni dall’ultimo successo al botteghino, Mission Impossible 2 (2000), il regista hongkonghese torna a dirigere nell’emisfero occidentale avvalendosi di una sceneggiatura fermamente incentrata su alcuni stereotipi statunitensi a cui il mondo del cinema è piuttosto abituato, e che avrebbe giovato di qualche novità in più rispetto all’idea (?) di caratterizzare il film con un silenzio costante a livello di dialoghi che però è anche assordantemente cacofonico a livello di eleganza nella proposta delle (poche) scene d`azione, degli snodi narrativi e nell’uso dei personaggi secondari.

Purtroppo, infatti, è molto deludente il risultato di questo ritorno negli USA dell`autore entrato negli annali con Face/Off (1997), che qui si limita a svolgere il più banale dei compitini, con una regia semplice, senza pathos e indietrissimo coi tempi. Se fino ad una decina di anni fa, infatti, gli action movie venivano approcciati in certi frangenti come pellicole da poter realizzare senza impegno e inventiva, negli ultimi tempi la qualità media si è alzata sempre di più, per cui ci si aspettava tutt’altro da una produzione che nei trailer cita nel curriculum la serie John Wick (2014-2023). Nonostante l’inizio in medias res, infatti, durante la visione le scene di combattimento sono molto poche, di cui solo una interessante, ma tutte sfortunatamente molto derivative (e piene di inseguimenti con evidente uso della CGI), che non potranno che far scaturire ben poco entusiasmo agli amanti del genere, e che probabilmente verranno dimenticate molto presto da tutti gli altri.

Il resto dei minuti è composto da ingredienti che aggiungono davvero poco e che fanno parte della ricetta base dei revenge movie, che qui viene eseguita nella sua scheletrica essenza, creando di conseguenza un prodotto che è impossibilitato a stare in piedi. Il protagonista, inoltre, già martoriato dalla mole di banalità da dover sopportare, ci aggiunge l’impossibilità di parlare, cosa che rende i primi due atti ancora più difficili da fruire e che, ancor peggio, spreca la presenza scenica di Joel Kinnaman, che aveva dato invece un’ottima prova in un ruolo simile nella prima stagione della serie Altered Carbon (2018), obbligandolo a fare qualche grugnito per ricordare allo spettatore che bisogna tifare per lui.

Se possibile, ancora più piatti sono i comprimari, dalla moglie al presunto antagonista, ai quali non sembra sia stata dedicata più di una riga di caratterizzazione, senza alcun peso narrativo veramente valido e affidatari del triste compito di vagare per i set con sole due opzioni: occhi arrabbiati o basiti.

Altra nota dolente sono le musiche: tutti gli strumenti ad arco vengono usati fino allo stremo per sottolineare con la delicatezza di un caterpillar tutte le scene in cui è stata prevista la lacrima, creando un effetto enfasi così elevato da risultare enormemente stucchevole, trasformando quelli che volevano essere momenti di solenne tragicità nella manifestazione audiovisiva del cattivo gusto.

Silent Night – Il silenzio della vendetta

Regia: John Woo

Attori: Joel Kinnaman, Catalina Sandino Moreno, Kid Cudi, Harold Torres, Vinny O’Brien, Yoko Hamamura, Anthony Giulietti, John Pollack

Durata: 104 minuti

Uscita: 30 Novembre 2023

English Version

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silent-night-il-silenzio-della-vendettaTriste ispirazione (senza ispirazione) al filone dei film d’azione guidato dalla serie John Wick, il ritorno di John Woo negli USA è un coacervo di stereotipi malimpiegati, personaggi piatti, scene di combattimento derivative e numericamente scarse, inseguimenti senza mordente, accompagnamento sonoro dimenticabile, sviluppo di trama banale e caratterizzato dall’assenza di qualsivoglia elemento originale, fatto salvo l’assenza di dialoghi, motivata da un espediente narrativo poco credibile ma unico nell’essere portato avanti con coerenza.

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