Con il suo nuovo Superman, James Gunn firma un’operazione che è al contempo un atto d’amore verso il passato e un manifesto audacemente attuale per il futuro del cinema supereroistico. Dopo oltre un decennio di rappresentazioni cupe, decostruzioniste e spesso eccessivamente seriose, la visione di Gunn compie un gesto rivoluzionario nella sua semplicità: restituisce all’eroe la sua essenza più pura, umana e universale. Superman torna a essere, finalmente, un simbolo di speranza incrollabile in un mondo che sembra averla smarrita.
Il film compie una scelta narrativa saggia: salta la classica e ormai ridondante storia delle origini (la distruzione di Krypton, l’infanzia a Smallville) per catapultare lo spettatore direttamente nel cuore di Metropolis. Qui troviamo un Clark Kent, interpretato da un sorprendente David Corenswet, già integrato nel tessuto sociale della città e al lavoro come giornalista presso il Daily Planet.
Clark lavora fianco a fianco con una Lois Lane (Rachel Brosnahan) decisa, diretta e profondamente calata nel suo ruolo di cronista d’assalto. Il conflitto centrale del protagonista non è più il “perché” debba essere un eroe, ma il “come” bilanciare il suo immenso potere con la necessità di rimanere ancorato alla realtà quotidiana. In questa versione, Superman non si confronta soltanto con mostri intergalattici o minacce fisiche: Gunn lo mette alla prova contro nemici più subdoli e tangibili del nostro presente, come la manipolazione dell’informazione, la perdita di fiducia nelle istituzioni e l’ascesa di figure carismatiche ma pericolose.
David Corenswet incarna un giovane Superman genuino, a tratti ingenuo, ma profondamente credibile. Se Henry Cavill portava sullo schermo un fascino tormentato e quasi divinità greca, Corenswet sceglie la via dell’empatia. La sua interpretazione brilla per una solarità che non scade mai nel banale; è l’eroe che ti aiuta a scendere il gatto dall’albero con lo stesso impegno con cui salva il pianeta.
Rachel Brosnahan interpreta una Lois Lane risoluta e vitale. Sebbene la sceneggiatura, in alcuni passaggi, sembri concentrarsi maggiormente sull’azione corale impedendole di esprimere tutto il suo potenziale, la chimica con Corenswet è palpabile e restituisce quel senso di complicità classica che mancava da tempo. Ma il vero colpo di genio di Gunn risiede nel Lex Luthor di Nicholas Hoult. L’attore si diverte a plasmare un antagonista moderno, più simile a un CEO brillante, paranoico e manipolatore che a un villain da operetta. È un nemico inquietante proprio perché riflette i tratti di certe personalità reali del mondo tecnologico odierno: arrogante, convinto di agire per il bene dell’umanità e ossessionato dal controllo.
Il film vanta un tono chiaramente pop, vivace e a tratti satirico. James Gunn non nasconde il suo stile “fumettistico”: i colori sono saturi, i dialoghi brillanti e la colonna sonora gioca sapientemente con citazioni e richiami ai temi iconici (inclusi echi della celebre partitura di John Williams). Questa scelta stilistica permette di riportare Superman alle sue radici più luminose.
Dopo anni di interpretazioni “snyderiane” caratterizzate da desaturazione e toni messianici, Gunn costruisce un’opera che non ha paura di essere ironica. Ci sono momenti sopra le righe che sembrano usciti direttamente dalle tavole di una Golden Age aggiornata al 2026. Questo approccio rende il personaggio più vicino al pubblico moderno: Superman rimane un ideale, ma in una versione meno “distante” e molto più umana.
Gunn non si limita a dirigere un’avventura di supereroi che si scambiano colpi spettacolari, ma inserisce riflessioni sociali profonde. Il Lex Luthor di questo film è l’incarnazione del miliardario ossessionato dal possesso dei dati e dall’idea di plasmare l’opinione pubblica, un chiaro rimando ai colossi tecnologici e ai proprietari dei social media di oggi.
Inoltre, la pellicola tocca con delicatezza ma fermezza il tema dell’immigrazione. Superman è l’alieno per eccellenza, colui che cerca integrazione in una società che oscilla tra l’adorazione messianica e il sospetto xenofobo. Il film esplora la sfiducia collettiva verso i media e come la verità possa essere distorta da chi detiene il potere. Senza mai diventare un “film politico” pesante o didascalico, queste tematiche emergono con naturalezza, rendendo la storia adulta e stratificata, in netto contrasto con la linearità spesso eccessiva dei cinecomic del decennio passato.
Superman funge anche da apripista per il nuovo universo condiviso (DCU). L’inserimento di personaggi secondari come Hawkgirl, Metamorpho e il debutto cinematografico di Krypto il supercane, conferisce al film il sapore di una saga corale. James Gunn dimostra una capacità straordinaria nel far coesistere elementi bizzarri (come un cane volante o un uomo fatto di elementi chimici) con la gravità della posta in gioco, creando un mondo invitante e coeso che fa venire voglia di scoprire cosa accadrà nei prossimi capitoli.
Nonostante un design produttivo curatissimo e creativo, il film inciampa occasionalmente sulla CGI. Sebbene non sia un problema costante, alcune sequenze ambientate nello spazio o in scenari alieni mostrano i limiti di una computer grafica che talvolta appesantisce l’immagine. In particolare, il climax finale, pur essendo visivamente spettacolare, soffre di un eccesso di elementi digitali (esplosioni e particellari) che rischiano di ridurre la chiarezza visiva e di distrarre lo spettatore dal nucleo emotivo del combattimento.
In definitiva, il Superman di James Gunn è il film di cui il genere aveva disperatamente bisogno. È una boccata d’aria fresca che dimostra come si possa essere moderni senza rinnegare il cuore di un personaggio creato quasi un secolo fa. È un film che celebra la gentilezza come forma suprema di forza, ricordandoci che, anche nel 2026, abbiamo ancora bisogno di qualcuno che ci ricordi che il domani può essere migliore
Superman (2025)
Regia: James Gunn
Attori: David Corenswet, Rachel Brosnahan, Nicholas Hoult, María Gabriela de Faría, Edi Gathegi, Anthony Carrigan, Nathan Fillion, Isabela Merced, Skyler Gisondo, Sara Sampaio, Pruitt Taylor Vince, Neva Howell, Frank Grillo, James Hiroyuki Liao, Wendell Pierce, Beck Bennett, Mikaela Hoover, Dinesh Tyagarajan, Sean Gunn, Milly Alcock, John Cena, Bradley Cooper, Angela Sarafyan, Zlatko Burić.
Durata: 130 minuti
Uscita: 9 luglio 2025
