Ci fu un tempo, non molti anni or sono, in cui vivevamo in un mondo incantato fatto di
eleganti palazzi e di feste grandiose. L’anno era il 1916 e mio figlio Nicola era lo zar di tutte le Russie.
Stavamo festeggiando il trecentesimo anniversario dell’ascesa al trono della nostra famiglia, e quella
sera nessuna stella era più brillante della nostra dolce Anastasia, la mia più giovane nipote.
Imperatrice Madre Maria
Le origini
Anastasia, la versione italiana del musical in tournée dal 2024 presso i maggiori teatri italiani continua il suo successo nazionale, passando per il Palatour di Bitritto, in provincia di Bari. Un felice adattamento che parte dall’amato film d’animazione di Don Bluth e Gary Goldman del 1997, versione animata musicale del film omonimo del 1956, con Yul Brynner e Ingrid Bergman, che vinse il premio Oscar per il ruolo della protagonista.
La storia si ispira alla leggenda della Granduchessa Anastasia Nikolaevna, figlia di Nicola II, ultimo zar di Russia, che per molto tempo è stata considerata come possibile sopravvissuta al massacro della famiglia imperiale Romanov, a ridosso della Rivoluzione Russa del 1917. La vicenda inizia nel 1916 nel ricordo di feste scintillanti di palazzo stroncate dall’assalto dei rivoluzionari da cui riescono a fuggire l’Imperatrice Madre Maria e la nipote, la piccola principessa Anastasia. Nonna e nipote sono in fuga verso Parigi ma durante il trambusto la piccola si perde nella folla definitivamente.
Qualche anno più tardi, ritroviamo Anya, ormai giovane donna senza famiglia e senza ricordi del suo passato, tranne quello di qualcosa che l’aspetta a Parigi. Lascia così l’orfanotrofio per raggiungere la Francia e poi trova l’aiuto di Dimitri ed il suo amico Vlad, due simpatici truffatori che cercano una sosia della principessa da presentare all’imperatrice madre in cambio di una ricompensa. Insieme decidono di istruire Anya che, oltre a somigliare ad Anastasia, impara in fretta tutto quel che riguarda la vita della principessa.
Il musical
Il musical teatrale è un adattamento del film del 1997 e ha debuttato negli Stati Uniti nel 2016. Contiene sedici canzoni nuove, oltre a sei scritte per il film, che combinano composizioni orchestrali da musical a piacevoli echi di musica russa con una forte caratterizzazione atmosferica. Il libretto è di Terrence McNally con le musiche di Stephen Flaherty e i testi di Lynn Ahrens. In italiano i testi sono resi dalla consueta bravura di Franco Travaglio nella traduzione e adattamento delle parole delle canzoni.
Apprezzabili l’ampliamento della narrazione e una scrittura che combina l’amore per la leggenda fiabesca con un rispetto relativamente più vicino alla verità storica. Si evita di mitizzare troppo l’epoca di lusso della vita di palazzo, dal punto di vista della famiglia imperiale, mentre si illustrano anche i limiti di quella che diventerà la dittatura comunista; quindi, un’altra oppressione sotto altro nome dove il popolo continuava a morire di fame. L’antagonista diventa il generale bolscevico Gleb che annuncia il nuovo regime e nel 1927 la città di San Pietroburgo viene ribattezzata Leningrado, nonostante le perplessità dei suoi abitanti. Il pettegolezzo sulla possibile sopravvivenza di Anastasia diventa quindi un modo per lenire la sensazione di miseria, nella canzone A Rumor in St Petersburg (Una voce a San Pietroburgo). Non proprio nostalgia di un passato ma più voglia di una fiaba per sognare.
Versione italiana
La versione italiana vanta l’orchestra dal vivo, eccellenza che fa sempre la differenza, con la regia di Federico Bellone, coadiuvato da Chiara Vecchi, che ne cura anche le coreografie. Regista già visto negli adattamenti teatrali musicali di: Mary Poppins, The Bodyguard – Guardia del corpo, A qualcuno piace caldo.
Sofia Caselli è Anya, bravissima interprete e voce, già apprezzata come Fiona in Shrek – Il Musical. Un’intensità di voce soave ma potente che si impone in momenti importanti amplificati da brani quali: In My Dreams (Sogni miei), Once Upon a December (Quando viene dicembre), Journey to the Past (Cuor non dirmi no).
Cristian Catto è un brillante Dimitri che ha i suoi momenti più emotivi in coppia con Anja, per esempio, quando ricorda un vecchio incontro a San Pietroburgo in In a Crowd of Thousands o la riflessione su un sentimento in Everything to Win.
Dimitri forma spesso un’assortita coppia performativa con il Vlad di Nico Di Crescenzo, generoso ed espressivo in un ruolo buffo ma intenso per tutto lo spettacolo. Insieme i due sono ottimi comprimari di Anja in un viaggio che prevede grandi numeri musicali. Tra questi si apprezzano particolarmente il ritmo dell’addestramento dell’aspirante principessa in Learn to Do It (Se io lo posso fare) o il corale Paris Holds the Key To Your Heart (Parigi ha la chiave del cuor).
Di Crescenzo raggiunge vette istrioniche quando incontra la Contessa Lily, vecchio amore di Vlad, ora dama di compagnia dell’Imperatrice Madre, interpretata da Stefania Fratepietro già a suo agio in ruoli brillanti in spettacoli come: Ti Amo, sei perfetto, ora cambia o Tomorrow Morning – Domani ti sposo…domani ti lascio.
Vediamo lei come una trascinante signora che anima un locale di nostalgia della bella società russa, in Land of Yesterday; poi Di Crescenzo e Fratepietro esplodono in The Countess and the Young Man, un corteggiamento musicale e coreografico di grande effetto e divertimento.
Un contrappunto più comico che si sposa con i toni più drammatici e commoventi dell’interpretazione di Carla Schnek nel ruolo dell’Imperatrice Madre, cui ella conferisce, in alcune cruciali scene, l’autorità regale, la fragilità di un’anziana e l’amore di una nonna diventata, negli anni, sconsolata dalle speranze di ritrovare la nipote, come nella canzone: Close the Door. Di particolare rilievo è l’interpretazione di Brian Boccuni nel ruolo del generale Gleb. Torbido e affascinante con un’anima tormentata fra una passione per Anja e il rigido senso del dovere, di chi sente come propria la missione di costruire una nuova Russia e lo sterminio definitivo dei Romanov. Un tormento che arriva a incisive scene di minacce ai suoi nemici insieme a sentimenti soffocati in numeri quali: The Neva Flows (Il fiume va) o Still.
La messinscena è sostenuta da una musica coinvolgente anche nei momenti più sentimentali, tra cui va notata la struggente scena di Stay, I Pray You (Pochi istanti), dove gli esuli russi prendono un treno per scappare dal regime rivoluzionario. Importante l’impianto scenografico con effetti speciali quali: lampadari che crollano dal soffitto, la locomotiva di un treno in partenza o una nevicata in teatro. Un momento tra i più iconici è la danza dei nobili del passato fra i ricordi del palazzo, compresi i genitori di Anastasia. Questo e altri numeri corali arricchiti da un ensemble di cantanti e ballerini.
Non solo un’ottima versione teatrale del film animato musicale ma una sua evoluzione fra Storia e Fiaba adatta al pubblico delle famiglie come agli appassionati del miglior teatro.

Anastasia – Il Musical
Regia: Federico Bellone con Chiara Vecchi
Personaggi e Interpreti: Sofia Caselli (Anja/Anastasia), Cristian Catto (Dimitri), Brian Boccuni (Gleb), Nico De Crescenzo (Vlad), Stefania Fratepietro (Lily), Carla Schneck (Imperatrice Maria);
Andrea Spata, Davide Dal Seno, Matteo Germinario, Mattia Capuano, Marco Carnevali, Lorenzo Giambattista, Elena Idini, Giulia Mattarucco, Matilde Pellegri, Ilenia De Rosa, Alessandra Regosini, Clara Maselli, Asia Retico, Vittoria Sardo (Ensemble)
Libretto di Terrence McNally; Musiche di Stephen Flaherty Testi di Lynn Ahrens
Traduzione e adattamento delle parole delle canzoni Franco Travaglio
Sede: Palatour, Bitritto (Bari)
Date: 4-8 febbraio 2026
