“Allora, è così che si accolgono gli ospiti?” (Il Papa – Carlos Hipólito)
Dal successo sulla carta stampata alle sale cinematografiche, il valore di un tema di grande interesse su un argomento delicato e di attualità.
Ne hanno scritto e parlato da sempre che l’amore è una fonte di energia inesauribile che muove il mondo e che l’amore di Dio perdona tutti.
Il passaggio alla narrazione cinematografica non fa altro che confermare il valore del tema già esposto sul libro, avvalendosi di una scelta accorta ed ispirata dei protagonisti, che interpretano il racconto con passione e credibilità.
La Storia, per chi non avesse già letto il libro, narra di Arturo, agente immobiliare di successo cinico e senza scrupoli, con la passione per il calcetto e con una grandissima passione per i dolci.
Le sue giornate di agente immobiliare scorrono con immutabile monotonia, tra contratti, cannoli, l’amatissimo sciu’, ai quali dedica moltissimo tempo, e… le partite a calcetto con gli amici.
Ma… un giorno, così per caso, gli capita di incontrare Flora, la bellissima figlia di un famoso pasticcere, fervente cattolica ed amante dei dolci, che… gli farà perdere la testa!
Arturo per conquistare l’amore di Flora, arriva al punto di fingersi anche lui cattolico praticante, franando clamorosamente quando si trova coinvolto ad interpretare la figura di Gesù nella Via Crucis, della quale conosceva ben poco, con la inevitabile conseguenza di perdere le sue attenzioni.
Arturo cerca in tutti i modi di riconquistare Flora, promettendole di comportarsi da buon cristiano per sei mesi, e di farle capire che molto spesso non tutti sono sinceri e che a volte l’ipocrisia si nasconde tra le pieghe di una società dove la forma diventa più importante della sostanza.
Arturo non si arrende di fronte alle difficoltà che incontra ma fortunatamente gli viene in aiuto nientemeno che Papa Francesco… il quale con il suo tono bonario e convincente gli fa capire che il mondo va così, che a volte è necessario trovare soluzioni che sembrano incoerenti, ma che alla fine portano all’armonia generale.
Ed è cosi che decide di seguire gli insegnamenti del Vangelo alla lettera, per dimostrare a Flora quanto sia sincero ed importante il suo amore per lei.
Il film scorre veloce alternando momenti spassosi e divertenti, lasciando spazio alle riflessioni che possono sintetizzarsi così… che nella complessità della vita quotidiana, DIO PERDONA A TUTTI anche e soprattutto la pecorella smarrita .
In questo messaggio di fondo, nell`intenzione dell’autore è che l’amore vero è un cammino ed una conquista, e va fatto con umiltà e costanza perché sia considerato un comportamento rivoluzionario e positivo, soprattutto in Sicilia dove il tempo e le tradizioni sembrano andare più lentamente.
Degna di nota la recitazione leggera e fortemente comunicativa dei protagonisti, che si fanno testimoni credibili del messaggio di Pif, con particolare attenzione alla felice ispirazione e la semplicità di Giusy Buscemi nella parte di Flora, in un mondo antico dove ancora si notano i particolari comportamenti della gente ricca e borghese.
Ora che Arturo non dice più bugie, l’approccio lontano dalla falsità e dall’ipocrisia salva il rapporto con la bella Flora, superando con un balzo i conflitti con la storia del territorio, dove i valori del cattolicesimo, a volte in contraddizione con la vita civile, fanno ancora parte della storia dell’isola dove il tempo ancora scorre al rallentatore.
Il cuore pulsante della narrazione risiede proprio in questo scontro frontale tra la vacuità del successo materiale e la pienezza di una vita autentica, seppur imperfetta. Arturo, magistralmente tratteggiato nella sua evoluzione da squalo immobiliare a “discepolo per amore”, diventa lo specchio di un’umanità che cerca scorciatoie per la felicità, finendo per perdersi nel labirinto delle proprie bugie. La sua metamorfosi non è solo un espediente comico, ma una critica sottile a quella religiosità di facciata che spesso soffoca la vera spiritualità.
La regia di Pif, con il suo tocco inconfondibile, riesce a trasformare la Sicilia in un palcoscenico dove il sacro e il profano danzano insieme. Non è un caso che il confronto con la figura del Papa rappresenti il punto di svolta: un dialogo che spoglia la fede dai dogmi più rigidi per restituirle il suo volto più umano, quello del perdono e dell’accoglienza. La pasticceria, con i suoi profumi e la sua cura artigianale, diventa metafora di una vita che va gustata con lentezza, contrapponendosi alla frenesia cinica degli affari.
In questo contesto, il rapporto tra Arturo e Flora assume i contorni di una sfida etica. Flora non è solo l’oggetto del desiderio, ma il catalizzatore di una rivoluzione interiore. La sua purezza, che inizialmente appare ad Arturo come un ostacolo da aggirare, finisce per essere la bussola che lo guida verso una nuova consapevolezza. Il film ci ricorda che, in una società dominata dall’apparire, la scelta di essere sinceri fino in fondo è l’atto più eversivo e coraggioso che si possa compiere.
La pellicola si chiude lasciando nello spettatore un sorriso dolceamaro e una certezza: che la redenzione sia possibile per chiunque abbia il coraggio di guardarsi allo specchio senza maschere, accettando che la via della verità, per quanto impervia, sia l’unica in grado di condurre alla vera libertà.

Regia: Pif
Attori: Pif, Giusy Buscemi, Carlos Hipólito, Maurizio Marchetti, Domenico Centamore, Stefania Blandeburgo, Gino Carista, Lollo Franco, Filippo Luna, Aurora Quattrocchi, Francesco Scianna, Sergio Vespertino
Durata: 113 minuti
Uscita: 2 aprile 2026