Amazing Cinema

Allora Balliamo (Partir un Jour)

“Ci sono luoghi che crediamo di aver lasciato per sempre e che invece continuano a vivere dentro di noi “ – Amici di Cecile –

Titolo originale “ Partir un Jour”, tratto dall’omonima canzone francese. Il titolo italiano “ Allora Balliamo” è quasi certamente una scelta distributiva volta a evidenziare l’aspetto musicale e sentimentale del film rendendolo più immediato ed accattivante per il pubblico italiano.
Il film è il primo lungometraggio di Amelie Bonnin, sviluppato da un cortometraggio omonimo che aveva già ottenuto importanti riconoscimenti in Francia.
Il film ha aperto il Festival di Cannes nel 2025

Cecile vive a Parigi, dove ha costruito una brillante carriera come chef ed è prossima a realizzare il suo più grande sogno : aprire un ristorante tutto suo. Accanto a lei c’è il suo compagno Sofiane , con il quale condivide una vita apparentemente stabile e un futuro già tracciato.
Ma quando il padre Gerard viene colpito da un grave problema di salute, Cecile è costretta , spinta anche dal suo compagno, a tornare nel piccolo paese della sua infanzia. Il ritorno , inizialmente previsto come una breve parentesi, si trasforma presto in un viaggio dentro se’ stessa.
Cecile inoltre scopre di essere incinta, una circostanza che rende pi’ profonde le riflessioni sul proprio futuro e sul significato della famiglia. Mentre cerca di assistere il padre, si ritrova a fare i conti con ricordi, emozioni e sentimenti che aveva creduto di aver definitivamente superato .
Nel paese ritrova Raphael, il ragazzo che aveva amato da giovane e che rappresenta una parte importante della sua vita passata.
L’incontro tra i due riapre inevitabilmente vecchie ferite e suscita interrogativi sulle strade che ciascuno ha scelto di percorrere.

Uno dei momenti più toccanti del film è quando Gerard, il padre della protagonista, canta alla figlia “ Cecile, ma fille”, una scena che racchiude tutta la tenerezza e la fragilità del rapporto tra padre e figliae che rappresenta il cuore emotivo del film.
La straordinaria delicatezza con cui viene affrontato il tema del ritorno a casa è l’aspetto che più mi ha colpito del film.
La malattia del padre non è soltanto un evento drammatico , ma diventa il catalizzatore che costringe Cecile a fermarsi e a guardare dentro di se stessa. Tornando nei luoghi dell’infanzia, la protagonista entra finalmente in contatto con una realtà familiare che , da ragazza, non aveva avuto la maturità per comprendere fino in fondo.
La casa dei genitori assume quasi il ruolo di un personaggio. Ogni stanza, ogni oggetto e ogni ricordo sembrano ricordare a Cecile chi era prima di diventare la donna di successo che vive a Parigi.
Il film suggerisce con grande sensibilità che non è possibile comprendere pienamente il presente senza riconciliarsi con il proprio passato.
Molto interessante è anche il personaggio di Raphael. Egli rappresenta la vita che Cecile avrebbe potuto avere se fosse rimasta nel paese natale. E’ un uomoche appare in qualche modo “ accontentato”, sia dal punto di vista professionale sia da un punto di vista sentimentale. Ha costruito una vita ordinaria, lontana dalle ambizioni che caratterizzano la protagonista. Il fatto che non riveli immediatamente la propria situazione familiare contribuisce a mantenere viva l’illusione di un amore rimasto sospeso nel tempo e rende ancora più malinconico il loro rapporto.
Un altro tema importante è il segreto che Cecile cerca di custodire. Pur vivendo con Sofiane e condividendo con lui il proprio presente , non riesce a mostrargli completamente il mondo da cui proviene. E’ come se temesse che il confronto tra la donna di oggi e la ragazza di ieri potesse incrinare l’immagine di se’ costruita negli anni. L’arrivo improvviso di Sofianenel paese natale la costringe invece ad abbattere queste difese e a mettere in comunicazione due parti della sua vita che aveva sempre tenuto separate.
La gravidanza aggiunge ulteriore profondità alla storia. Sapere di stare per diventare madre porta Cecile a guardare con occhi diversi il rapporto con i genitori e le proprie origini. Per la prima volta comprende pienamente cosa significhi appartenere a una famiglia e trasmettere qualcosa di se’ alla generazione successiva.
Tra tutti i legami raccontati nel film , ce n’è uno che mi ha particolarmente colpito, quello tra Cecile ed il suo cane Boquese.
Mentre gli esseri umani nascondono sentimenti , tacciono veritàe faticano a comunicare , il cane rappresenta una presenza costante e sincera. Durante tutto il soggiorno nella casa di famiglia cerca continuamente la vicinanza della protagonista, la segue, la osserva e soprattutto non perde occasione di dormire accanto a lei.
Ho trovato molto significativa questa presenza, perché sembra ricordarci che l’amore più puro è quello che non pretende nulla in cambio. In una storia fatta di rimpianti, occasioni perdute e sentimenti complessi, il cane diventa il simbolo dell’affetto incondizionato.
Allora Balliamo è molto di più di una storia romantica. E’ un film che parla di appartenenza, memoria, famiglia e identità.
Attraverso il ritorno di Cecile al paese natale, il regista ci invita a riflettere sulle nostre radici e sulle scelte che hanno determinato il corso della nostra vita.
La pellicola emoziona senza mai risultare artificiosa, grazie a personaggi credibili e a una narrazione che privilegia gli sguardi, i silenzi e le emozioni autentiche. Il messaggio finale sembra essere che non possiamo cambiare il passato, ma possiamo comprenderlo e accettarlo, perché è proprio da esso che nasce la persona che siamo diventati.
Un film delicato, nostalgico e profondamente umano, capace di lasciare nello spettatore una riflessione che continua anche dopo i titoli di coda

Exit mobile version